Racconti, poesie, simpatici aneddoti, opinioni. Un blog aperto alla lettura, alla riflessione e al dibattito.
martedì 3 maggio 2016
Claudio Ranieri: una favola a lieto fine piena d'intermezzi nefasti
Ammetto senza problemi di non aver assistito a gran parte delle partite disputate quest'anno dal Leicester. Per quel poco che ho visto, ho potuto ammirare una squadra dal tipico stampo "ranierano": compatta, senza fronzoli, ben messa in campo, compatta e semplice, senza schemi ridicoli, possessi palla inutili e giocate ad effetto. Nonostante i pochi match assistiti, anche io mi sono fatto contagiare dalla "febbre Leicester", come tutti i tifosi del mondo. Spiegare una fenomenologia simile è abbastanza semplice: durante la nostra esistenza ognuno di noi ha dovuto ingoiare il boccone amaro della sconfitta, dell'inferiorità, dello sconforto, appellandosi ad un sogno che non esiste, ad una speranza svanita, ad una favola non nostra. Il Leicester è la favola non nostra che tutti vorremmo vivere: quella del riscatto, dell'impegno, "against all odds" (contro ogni pronostico), come cantava Phil Collins. È lo specchio di una vita che tutti vorremmo vivere: quella della gioia finale, quella arrivata grazie all'impegno, alla sofferenza, dopo le delusioni, lo sconforto, sensazioni che tanti protagonisti in casa Leicester hanno vissuto prima di questa mastodontica vittoria. La giusta ricompensa. Ma è una favola nata per caso, maturata di vittoria in vittoria, dall'obiettivo "salvezza" a quello "giochiamocela con tutti e vediamo che succede". Dietro questa favola di vincenti, si cela la penna di uno scrittore che, nel corso degli anni, ha ricevuto, come marchiata a fuoco, la stigmate del perdente. E chi altri se non lui. Sir. Claudio. The King Claudio.
Ho provato ad immaginarmi un dialogo tra lui e sua madre, in quel famoso ritorno a Roma da lui annunciato prima di Chelsea-Tottenham. Chissà, magari le avrà detto: "Mamma, alla fine le mie sofferenze e i miei sforzi sono state ripagati", o chissà, magari le avrà semplicemente chiesto: "Oggi che mangiamo di bello?". Conoscendo la sua semplicità, quest'ultima opzione non sarebbe da scartare. Sforzi e sofferenze ripagate. Sì, perché la sua carriera è stata costellata di grandi imprese, ma soprattutto di cocenti delusioni. Quelle che ti schiacciano al suolo proprio prima della linea del traguardo. Quelle che ti fanno illudere di esser vicino al sogno, ma che ti trascinano in un incubo proprio sul più bello. Poi ti risvegli, e ti ritrovi in mano con un pugno di mosche e il magone del perdente. Quattro secondi posti, una semifinale di Champions, tante finali perse (ma anche vinte). Tra quei quattro secondi posti, ce n'è uno che brucia. Brucia ancora. Ma forse, adesso, quell'incendio si sta spegnendo. Chissà cos'avrà pensato Ranieri quando Pazzini lo risvegliò dal sogno di una vita: portare al trionfo la propria squadra del cuore. Chi non l'ha mai fatto un sogno simile, suvvia? Da calciatore, da allenatore, da presidente, da massaggiatore... il ruolo del protagonista non importa: qualsiasi tifoso in erba ha sognato almeno una volta di portare alla vittoria la propria squadra, e Ranieri ci stava riuscendo. Chissà cos'avrà pensato, Ranieri, dopo la vittoria dell'Inter a Siena.
"Forse non me lo merito?".
"Vincerò mai qualcosa?".
Chissà se avrà mai pensato che il fato, a cui vorremmo tutti credere ma che nella realtà è solo un susseguirsi casuale di azioni e reazioni, gli avrebbe riservato un finale così clamoroso. Il perdente per eccellenza, bistrattato e criticato da tutti, che scrive la più grande favola della storia del calcio inglese. No, siamo sicuri che non ci ha mai pensato. E forse, grazie a lui, tutti noi dovremmo ricominciare a pensare in grande, ma non illudiamoci: le favole non sono per tutti. C'è chi ha la fortuna di viverle da protagonista e chi, invece, le può vivere solo da spettatori.
giovedì 11 febbraio 2016
Galactic Bus Dossier
Sottotitolo: Vicissitudini, litigi e ordinaria amministrazione in una
classica serata trascorsa su un bus di periferia.
Ore 20:11. Il suo sguardo s’allunga verso la
profondità della strada, in attesa di quell’enorme scatolone con le ruote. E
con quell’insegna luminosa in alto. Che detta senza alcun fraintendimento.
Linea 803. Uno tra i traghettatori di tutte le anime che rimangono impassibili
davanti ai suoi occhi e dietro le
spalle. Solo alcune di esse avrebbero fatto il loro trionfale ingresso
all’interno del prossimo bus. O forse tutte. O forse nessuno. Chi può saperlo? Il
suo sguardo s’allunga ancora verso
la profondità della strada. Nessuna insegna.
Ore 20:17. La sua occhiata stavolta centra in pieno
l’imminente arrivo dello scatolone. L’insegna luminosa detta. Linea 80 e
qualcosa. L’ultimo numero è qualcosa che ricorda vagamente un 3. Ma in realtà
sembra un 8. Forse il dilatarsi oltremodo di quell’attesa ha ingannato i suoi sensi. Forse non è neanche un 80 e
qualcosa. Forse quel primo 8 è un 3. L’insegna diventa sempre più grande. 808.
Le anime rumoreggiano, in un brusio sottile e iracondo allo stesso tempo.
“Quando arriva l’803?”. “Ma dove sta, in America?”. Anime agitate, in perenne
attesa e speranza. lui, rimugina
in silenzio, mentre le sue cuffie
lasciano esplodere “Around The World” dei Red Hot Chili Peppers. “In giro per
il mondo”? Non quello su cui posava attualmente i suoi piedi. In attesa dell’insegna.
Ore 20:24. 803.
Il numero magico. L’attesa è finita, andate in pace. Anzi, no. La pace è appena
finita. Le anime si accalcano ai nastri di partenza per invadere lo scatolone e
lasciar sprofondare i loro culi stanchi, ma non tutti realmente bisognosi di
conforto, sul primo pezzo di plastica disponibile. Il bus si ferma, la frenata
equivale allo sparo prima dello scatto di un centometrista. Le anime partono ai
nastri di partenza. Si fiondano su ogni forma geometrica vagamente somigliante
ad una sedia. Lui non fa una
piega, entrando nello scatolone mentre gli altri duellano per un posto. Pensa
buffamente che qualcuno potrebbe fare loro uno scherzo: inserire una sedia di
cartone di colore arancione; la loro sete di posto li porterebbe a fiondarsi
anche su un miraggio come quello. Le sue
cuffie lasciano esplodere “Apres la pluie” di René Aubry.
Ore 20:32. Le
finestre semichiuse lasciano entrare sospiri gelidi, che mai però riuscirebbero
a raffreddare gli animi surriscaldati che ruggiscono in quello scatolone. Lo
schermo posto in alto, nei pressi dell’abitacolo del conducente, segnava
l’orario. Le prossime fermate. I messaggi pubblicitari. Quello schermo,
tecnologia. Tutto intorno, il degrado. Imbottiture di sediolini diveltate,
ragazzocci urlanti, mendicanti stranieri dall’olezzo insopportabile. E al
centro lui, in piè, mentre le sue cuffie lasciano esplodere
“Disorder”, dei Joy Division. Mai canzone più azzeccata, pensa lui. Fino a quel momento.
Ore 20:38. I
ragazzini continuano a scalmanare. Lui
sente solo urla indistinte, la musica lo isola da quei fastidiosi schiamazzi. Uno
dei presenti si ribella. Agita il braccio contro quei mocciosetti come se
stesse brandendo un randello. Forse, la violenza dei colpi di quel signore
iracondo avrà la stessa efficacia di un randello. Avvolto dalla musica, lui intuisce che tra quei bambini
irritanti e quell’uomo spazientito sta per scatenarsi un big bang. Uno scontro
che avrebbe fatto vomitare, da quel malandato bus, la residua aria gelida che
s’insinuava tra i finestrini e il fetore languido, ma irritante, rilasciato dai
pendolari. Lui è convinto che
tutti assisteranno allo spettacolo senza battere ciglio. Come ad un incontro di
Wrestling alla TV. E lui è
convinto che egli stesso, non avrebbe fatto nulla, defilandosi da quel ring e
intrufolandosi nell’indifferenza più totale. Dalle sue cuffie esplode l’intro delirante di “Gypsy Escape” degli
Arthur Brown’s Kingdom Come. Fuga gitana, come quella che tutti i presenti
avrebbero messo, a breve, in atto.
Ore 20:39. Le
urla lancinanti dei contendenti sovrastano il suono delle cuffie. Gli assoli
frenetici della tastiera vengono eclissati dagli ululati prodotti da quelle
fauci pregne d’odio, di indifferenza, di sconosciuto e ingiustificato rancore. Qualcuno
prova a dividerli. Qualcuno ci riesce. Ma la paura e l’omertà, rimane. Quella
non la scaccia via nessuno. Tutti se ne lavano le mani. Qualcuno prova a
calmare quel signore iracondo, facendogli chissà che discorsetto moralista
patetico. Lui, nel frattempo, vive
ancora con gli Arthur Brown’s Kingdom Come nelle orecchie. Con una maschera di
noncuranza fuori, un tumulto d’agitazione dentro. Mai canzone più azzeccata,
pensa lui. Più di quella di prima.
Ore 20:43. La sua fermata d’arrivo si sta avvicinando.
Presto sarà liberato da quella prigione d’alluminio, tubi, ferraglia e
carburante. Presto potrà svestirsi di quella maschera stoica, fuggendo da
quella folla malsana che lo attornia. I contendenti di quell’accesa lotta sono
stati distanziati di una manciata di metri. I ragazzini inchiodano il loro
sguardo verso il basso. L’uomo invece incolla il proprio su di loro come ad attendere
la loro ennesima marachella. Lui continua
a farsi sommergere dalle note frenetiche di “Gypsy Escape”. E nel frattempo,
continua a posare freneticamente i suoi
occhi sull’orario.
Ore 20:45. Uno
dei ragazzini solleva il capo, alzando la china in modo istantaneo, brusco,
violento. Tutti i passeggeri girano i propri occhi su quella sagoma inquieta,
all’unisono, attirati da quel gesto pregno d’inquietudine. Lo scapestrato si
dirige verso il conducente, a passo svelto, frugando qualcosa nella tasca
destra. Una lama. Il colpo è immediato, nessuno riesce a contrastarlo.
Coltellata diretta al braccio destro del conducente. Due. Tre. Quattro. Velocissime.
Qualcuno prova ad avvicinarsi e a fermarlo, ma il ragazzino omicida ha già
aperto la porta dell’abitacolo, rifilando altre due pugnalate all’autista.
Qualcuno riesce ad avvicinarsi, ma l’impeto di coraggio viene smorzato da una
fredda minaccia. “Fermo o t’ammazzo anche io, e vi schiantate tutti contro un
muro!”. Lui è riuscito a scandire
le lettere di quell’avvertimento anche con le cuffie che esplodevano. Ma pensa
che è arrivato il momento di zittirle, per un momento.
Ore 20:48.
Nessuno prova ad avvicinarsi al
baby-autista/baby-killer/baby-gangster/baby-esaltato/baby-qualsiasialtracosa. Quel
baby-incosciente dà sempre più gas, direzionando lo scatolone senza meta. Senza
destinazione. Pronto a schiantarsi contro una parete. Contro un palo. Contro
un’altra automobile. Qualcuno prova a sfoderare i propri cellulari, dalle
borse, dalle tasche, per chiedere aiuto. Per filmare l’accaduto, come se fosse
una scena del cazzo di un film del cazzo di Hollywood. Lui immagina d’intervenire. Magari di diventare l’eroe della
situazione. Di riuscire con una manovra degna di un bodyguard a silurarlo fuori
da quell’abitacolo, quel baby-folle. E nel frattempo, tutti sembrano essersi
dimenticati del vero autista. Accoltellato. Giacente a terra. Privo di sensi.
Sdraiato su una pozza di sangue, con gli occhi schiusi verso le lamiere che gli
occultano il cielo.
Ore sconosciute. Lui immagina di salvare tutti. Ma non
riesce neanche a proferir parola. Non riesce neanche ad esprimere col verbo tal
terrore. La sua faccia, spoglia di
quella maschera d’indifferenza indossata prima, lascia però trasparire ciò che
alcuna parola riuscirebbe a decifrare. Qualcuno riesce a fare ciò che aveva
immaginato lui. L’eroe
improvvisato. Anzi, l’eroina improvvisata, una donna sulla trentina. Approfitta
di un momento di distrazione del baby-conducente. Apre la porta mezza aperta
dell’abitacolo. Rifila un violento calcio al braccio destro del baby-contuso.
Lo stesso braccio che ha retto, per tutto il tempo, quel pugnale a sorpresa. Un
forte gancio destro per stenderlo, e una brusca frenata per inchiodare al suolo
quello scatolone fuori controllo. L’eroina è arrivata. Lui, è salvo. Senza aver fatto nulla. Come salvato dal caso.
Tutti escono dal bus, liberi dai morsi della paura. Il conducente ferito viene
soccorso. Il baby-steso, chi lo sa. Lui
non si crea il problema d’interessarsi. Vede giungere un altro scatolone in
distanza, dal lato opposto del marciapiede. Linea 803. Lo riporterà a casa.
Ore 21:20. Uno
sguardo all’orologio che ticchetta dentro le mura amiche. I vestiti sudici
posizionati sulla lavatrice. Doccia. Cena che lo aspetta dopo quel bagno
purificatore. Che non lo pulirà dalle scorie sporche della sua coscienza. Non ho fatto niente,
pensa. Non ho mosso un dito, rimugina. Sono ancora vivo, suppone. Ma realmente
vivo? Questiona.
La cena è pronta. In TV proiettano le immagini del bus
maledetto. Il baby è stato arrestato. A lui
gli viene domandato:
“Oddio, hai visto che è successo? Ma non è la linea che
prendi tu?”.
La risposta:
“Sì, ma non ne sapevo nulla. Credo di aver preso il bus
successivo”.

Galactic Bus Dossier di Giuseppe Senese è distribuito con Licenza Creative Commons Attribuzione - Non opere derivate 4.0 Internazionale.
Based on a work at http://dogmaxpeppe.blogspot.it/2016/02/galactic-bus-dossier.html.
La squadra delle bestie nere del Napoli: 2016 edition!
Ogni tanto, come
qualcuno di voi saprà, mi diletto a creare una ipotetica formazione che, anche
contro il miglior Napoli di sempre, vincerebbe a man basse. Stiamo parlando
della squadra delle BESTIE NERE, giocatori che contro gli azzurri si rendono
spesso e volentieri protagonisti di prestazioni e goal sensazionali, e vengono
ricordati dai tifosi partenopei sempre con molto timore e, in periodi positivi
come questi, con un pizzico di sorriso. Alcuni di essi in realtà sono (od
erano) campioni affermati, ma comunque continuiamo a considerarli come bestie
nere, e presto vi spiegheremo perché.
GK - Mirante: nato a Castellamare di Stabia,
cresce nelle giovanili della Juventus. Un napoletano che cresce tra le fila
della vecchia signora… già un buon motivo per esserci poco simpatico! Come se
non bastasse diventa pure decisivo trasformandosi prima in un baluardo in un
Parma-Napoli 2-2 che condannò in parte gli azzurri al mancato aggancio al 3°
posto nella stagione 2014/2015, poi risultando sempre determinante in un
Bologna-Napoli 3-2 che rovinò i primi tentativi da "primatista" del
Napoli di Sarri targato 2015/2016; durante la sua carriera le sue prestazioni
sono state sempre discrete, ma contro il Napoli sembra scatenarsi
ulteriormente. Attualmente è lui il portiere "bestia nera" per
eccellenza.
LB - Rubin: in difesa è difficile intercettare
una possibile "bestia nera" (ci divertiremo quando andremo ad
analizzare il reparto offensivo), ma Rubin può rientrare in questa lista grazie
al suo "unico", quanto pesantissimo, gol in Serie A. Ovviamente è
facile indovinare contro chi sia stato siglato. Anche in tal caso, si parla
della fatal Bologna: un 2-0 secco firmato da Diamanti e, per l'appunto, da Rubin,
estromettono il Napoli dalla lotta per la Champions League nella stagione
2011-2012, con l'esterno difensivo protagonista di un grandissimo tiro di sinistro da posizione
defilata. Insomma, da come avrete capito, la terra felsinea non sembra portar
particolar fortuna agli azzurri in questi ultimi anni.
CB - Sokratis Papastathopoulos: anche qui la
scelta è stata dura, ma nelle poche occasioni in cui questo difensore s'è
scontrato contro la compagine azzurra, ha quasi sempre fatto la parte del
leone. Primo gol in Serie A? Genoa-Napoli, ovviamente, con un incursione da
centravanti puro ed un sinistro quasi pachidermico, ma preciso, che beffa il
mai rimpianto Gianello. Sontuosa anche la sua prestazione nel match decisivo di
Champions tra Borussia Dortmund e Napoli, dove i tedeschi s'imposero in casa
per 3-1. Buoni motivi per inserirlo nella nostra formazione.
CB - Martin Caceres: 4 gol in 75 presenze in
Serie A per il duttile difensore uruguaiano, spesso vittima di una certa
incostanza nelle prestazioni. Non contro il Napoli, ovviamente, dove ha siglato
ben due delle sue quattro marcature in Serie A. Una, tra l'altro, particolarmente
decisiva, in un Napoli-Juventus 1-3 che gelò il San Paolo: fu di Caceres,
infatti, il gol del 1-2 per i bianconeri, viziato tra l'altro da un leggero
fuorigioco. I tifosi azzurri sperano di incrociarlo il meno possibile, d'ora in
poi.
RB - Gennaro Sardo: nativo di Pozzuoli, Sardo
ha sempre alternato buone stagioni ad altre da comprimario. Divenuto uno tra i
giocatori più rappresentativi della storia calcistica del Chievo Verona, il
terzino destro napoletano non può certo vantare uno spiccato senso del gol. A
meno che non c'è il Napoli da affrontare. Sì, la squadra della sua città, che
come suoi tanti "celebri" colleghi compaesani diventa la sua vittima
preferita. Due marcature sulle sue otto complessive in Serie A sono state
proprio ai danni degli azzurri: la seconda, soprattutto, verrà ricordata come
uno tra i gol più belli della stagione 2013/2014, con un potentissimo destro
sotto l'incrocio dei pali da posizione defilatissima. C'è da dire che anche
contro la Juve ha siglato una rete memorabile, ma il suo accanimento
"sportivo" contro il Napoli è ben noto tra noi tifosi.
CM - Panagiotis Kone: arriviamo in zona calda.
Negli ultimi anni per i supporters azzurri il nome "Kone" sembra aver
acquisito una valenza pari a quello di Voltemort nella saga di
Harry Potter: non va nominato! Nonostante non risulti uno tra i centrocampisti
più prolifici di sempre (28 gol totali in 247 partite ufficiali nei club più
due gol in nazionale), Kone è uno specialista nei gol difficili. E ben tre li
ha infilati proprio dietro le spalle di un portiere azzurro, sempre al San
Paolo! Prima una sforbiciata volante (che quasi stava per vincere il
prestigioso premio Puskas!), poi un precisissimo tiro a giro che ci calciò
fuori dalla Coppa Italia, poi un destro al volo, sempre in Coppa Italia, che
quella volta, per fortuna, non ebbe conseguenze, visto che il Napoli vinse poi
ai rigori. Le prodezze sporadiche di Kone, però, rimangono, e la regolarità di
eurogol contro di noi è divenuta ben nota non solo ai tifosi partenopei, ma
anche da tutti gli esperti di calcio.
CM - Carlos Carmona: primi due gol in Serie A,
due prodezze da fuori. Contro il Napoli, ovvio! Non ci piace fare le vittime…
queste cose capitano a tutte le squadre, ma Carmona s'è comunque guadagnato un
piccolo spazio nel cu…ore dei napoletani grazie a queste due prodezze, entrambe
decisive visto che il Napoli perse ambo le partite. Carmona è la prima bestia
nera che andremo a pescare dall'Atalanta, formazione che ci è sempre stata
particolarmente ostile… infatti, non temete, ci saranno altri
"fenomeni" che pescheremo in terra orobica.
CM - Paul Pogba: è vero, stiamo parlando di un
campione. Candidato al pallone d'oro, inserito nella formazione dell'anno
targata 2015, il "polpo" può potenzialmente diventare una bestia nera
per molti. Ma contro il Napoli sembra trovarci gusto! Tre eurogol in cinque
apparizioni contro gli azzurri: tutti e tre al volo, di sinistro o di destro,
non ha importanza… nonostante Pogba sia avvezzo a gol del genere, una
regolarità simile non l'ha ancora trovata con nessuno. Nota finale: immagino
che sia inutile dirvi contro chi ha segnato il suo primo gol in Serie A, vero?
ST - Davide Moscardelli: eccoci nella zona
"clou" della nostra formazione. Non potevamo non partire con colui
che, negli ultimi anni, è stato riconosciuto come la "bestia nera per
eccellenza" degli azzurri: Davide Moscardelli. Dodici gol in Serie A, una
manciata di apparizioni contro gli azzurri. Due reti, entrambe in casa del
Chievo, altra "simpatica" squadra che sembra divertirsi a mettere i
bastoni tra le ruote ai giocatori azzurri, per essere poi seppelliti di reti e
sconfitte dalle dirette concorrenti del Napoli. I due gol di Moscardelli
rimarranno impressi nella memoria dei tifosi napoletani "forever and
ever", come direbbero in lingua anglosassone: il primo è un clamoroso tiro
a giro di sinistro da posizione sempre defilatissima (negli ultimi anni tra le
nostre fila forse solo Insigne è riuscito a siglare gol del genere), il secondo
è un gentile regalo di Ignacio Fideleff, che verrà ricordato da tutti noi
principalmente per quell'assist al "Mosca". Dopo aver ottenuto i suoi
momenti di gloria contro gli azzurri, "Re Davide" otterrà celebrità
più per aver pubblicizzato il suo look da montagnaro che per i gol. Nonostante ormai tra i supportersi napoletani "bestia
nera" faccia rima con Moscardelli, c'è chi è riuscito a fare di meglio… o
di peggio… dipende dai punti di vista!
ST - Sergio Floccari: stiamo parlando di una
punta estremamente tecnica, ma non certo famosa per le sue valanghe di gol.
Molti tifosi del Napoli non si ricorderanno di lui, ma basta riportarvi uno
stralcio di un'intervista riservatagli alla fine di un Lazio-Napoli 2-0 per farvi
capire che Floccari, nell'11 titolare di questa squadra, non può proprio
mancare: "Il Napoli? E' il mio portafortuna, è la squadra a cui ho segnato
il maggior numero di reti". Ipse Dixit. Tra Atalanta, Genoa e Lazio,
Floccari ha segnato contro gli azzurri con una regolarità impressionante,
fermandosi, per fortuna, una volta approdato al Sassuolo. Adesso, però, è
passato al Bologna, squadra "bestia nera" per noi. La somma di due
"bestie nere" fornirà una SUPER bestia nera o annullerà il loro
potenziale? Ai posteri l'ardua sentenza.
CF - Pato: un campione mancato, colpa
soprattutto di tanti infortuni. C'è chi ha segnato di più al Napoli in carriera
(Di Natale e Del Piero, per esempio, che non inserisco nella classifica perché
si trattano di due campioni che hanno segnato grappoli di gol a chiunque in Serie
A, a differenza di altri), ma Pato sembrava aver un certo "amore" per
i colori azzurri. Primo gol in Serie A, più scontato e banale di un film con
Boldi e De Sica, ed altri due gol d'autore nelle poche apparizioni contro gli
azzurri lo rendono meritevole del posto di titolare in attacco, anche se la
scelta è stata difficile.
Panchina: si parte
da due portieri che, per un motivo o per un altro, meritano almeno di esser
menzionati. Pegolo, sin dai tempi di Siena, ha sempre sciorinato grandissime
prestazioni contro il Napoli, ma c'è da dire che l'estremo difensore è sempre
stato sottovalutato da tutti, e contro di noi non sono state le uniche volte in
cui s'è fatto valere. Stesso discorso non si può fare per Bardi, che ha deluso
su tutti i fronti, anche una volta al San Paolo, dove prese quattro palloni ai
tempi di Livorno; la sua prestazione assurda in un ormai celeberrimo
Napoli-Chievo 0-1 (sì, sempre il Chievo) verrà ricordata da molti, sia per il
rigore parato al Pipita Higuain, sia per le statistiche di quel match, che
narrano di 33 tiri, di cui 9 in porta, tutti respinti. Da menzionare poi
Parolo, visti il suo primo gol in Serie A, altra rete col Cesena e marcatura decisiva
al San Paolo con la Lazio. Partiamo dagli attaccanti di "scorta", che
quando vedono "azzurro" si scatenano come i tori di fronte al rosso:
Bianchi, che ve lo dico a fare? Vicinissimo a vestire la maglia partenopea ai
tempi del Napoli di Reja, con qualunque maglia ci ha castigato
incondizionatamente; da ricordare un triste Bologna-Napoli 2-2, con l'unica
doppietta segnata in chissà quanti anni. Denis, dal suo trasferimento
all'Udinese, sembrava prenderci gusto a segnarci, da buon ex criticatissimo
qual è. E quando non segnava, sfornava assist. Per fortuna, è emigrato lontano da
noi, all'Indipendiente. Menzione finale per Eder, autore di 5 reti nelle ultime
5 partite contro gli azzurri, e Larrivey, che nella sua fallimentare esperienza
italiana verrà ricordato soprattutto per una tripletta di testa a De Sanctis, e
per aver segnato 4 dei suoi 10 gol italiani proprio al Napoli.
E voi? Quali bestie nere ricordate con più (dis)piacere?
domenica 18 gennaio 2015
Lazio-Napoli 0-1: le pagelle furtive
Mai una vittoria così immeritata negli ultimi 6 mesi. Abbiamo praticamente giocato come una provinciale, quasi come il Chievo al San Paolo quando ci ha sconfitti per 0-1. E ci siamo riusciti anche noi. Dopo tutte le nostre sfortune, infatti, un po' di buona sorte e di cazzimma fa sempre bene.
RAFAEL 6,5: non subisce tiri irresistibili, per sua fortuna, ma mostra comunque sicurezza. SALVATO
STRINIC 7: spegne Candreva sul suo "out" e si conferma un acquisto di valore e d'esperienza. STABBE'
ALBIOL 6: parte malissimo col solito errore da principiante, poi migliora la sua prestazione alla distanza con ottime chiusure, soprattutto aeree. BARONE ROSSO
KOULIBALY 6-: tanti errori in fase di disimpegno, testimonianza di una tecnica individuale approssimativa. È ancora giovane ed ha comunque retto l'urto degli attacchi biancocelesti, ma abbiamo pagato caro i suoi errori. Per quanto tempo dovremmo aspettarlo? PICCONATO
MAY, YOU DIE 5,5: Keita su quella fascia fa quello che vuole, e lui e Callejon su quell'out sono più perforabili di un budino. Salva qualche circostanza con diagonali efficaci. GELATINOSO
GARGANO-DAVID LOPEZ 6,5: sono uguali. Due falegnami D.O.C. capaci di sbagliare pure a camminare. Per fortuna, nonostante qualche sbavatura, chiudono bene la cerniera centrale, costringendo i biancocelesti a giocare sulle fasce. PREMIATA FALEGNAMERIA PARTENOPEA
MERTENS 5,5: evidentemente da Brasile 2014 non è tornato a Napoli il Mertens che conoscevamo, ma forse il suo omonimo "musicista", il pianista Wim Mertens. Una "nota" lieta, però, c'è: l'assist per il pipita. Un DO prorompente. STRUGGLE WITH PLEASURE
DE GUZMAN 5,5: fa male da centrale, fa peggio sulla fascia. È un ottimo giocatore, ma in molte partite si perde. Forse è la maledizione del trequartista beniteziano. MALEDETTO
CALLEJON 5: dopo la convocazione in nazionale, così come Mertens, è arrivato a Napoli non lui, ma un suo omonimo, probabilmente il fratello. Effettivamente sono uguali. HEY, BROTHER.
HIGUAIN 6,5: prova di carattere per il Pipita, che segna un gol di potenza e lotta su tutti i palloni. Servito pochissimo, riesce a capitalizzare l'unica vera palla gol da sfruttare, creandone una da solo. APPROFITTATORE
Special Guests:
PIOLI 5: non era la bestia nera del Napoli, ma di Mazzarri. Solo quello sciagurato pareggio di Bologna, poi fino ad ora contro Rafa le ha sempre prese. Prova col 4-2-4 già a metà partita, ma gli va male. BESTIA BIANCA
RAFAEL 6,5: non subisce tiri irresistibili, per sua fortuna, ma mostra comunque sicurezza. SALVATO
STRINIC 7: spegne Candreva sul suo "out" e si conferma un acquisto di valore e d'esperienza. STABBE'
ALBIOL 6: parte malissimo col solito errore da principiante, poi migliora la sua prestazione alla distanza con ottime chiusure, soprattutto aeree. BARONE ROSSO
KOULIBALY 6-: tanti errori in fase di disimpegno, testimonianza di una tecnica individuale approssimativa. È ancora giovane ed ha comunque retto l'urto degli attacchi biancocelesti, ma abbiamo pagato caro i suoi errori. Per quanto tempo dovremmo aspettarlo? PICCONATO
MAY, YOU DIE 5,5: Keita su quella fascia fa quello che vuole, e lui e Callejon su quell'out sono più perforabili di un budino. Salva qualche circostanza con diagonali efficaci. GELATINOSO
GARGANO-DAVID LOPEZ 6,5: sono uguali. Due falegnami D.O.C. capaci di sbagliare pure a camminare. Per fortuna, nonostante qualche sbavatura, chiudono bene la cerniera centrale, costringendo i biancocelesti a giocare sulle fasce. PREMIATA FALEGNAMERIA PARTENOPEA
MERTENS 5,5: evidentemente da Brasile 2014 non è tornato a Napoli il Mertens che conoscevamo, ma forse il suo omonimo "musicista", il pianista Wim Mertens. Una "nota" lieta, però, c'è: l'assist per il pipita. Un DO prorompente. STRUGGLE WITH PLEASURE
DE GUZMAN 5,5: fa male da centrale, fa peggio sulla fascia. È un ottimo giocatore, ma in molte partite si perde. Forse è la maledizione del trequartista beniteziano. MALEDETTO
CALLEJON 5: dopo la convocazione in nazionale, così come Mertens, è arrivato a Napoli non lui, ma un suo omonimo, probabilmente il fratello. Effettivamente sono uguali. HEY, BROTHER.
HIGUAIN 6,5: prova di carattere per il Pipita, che segna un gol di potenza e lotta su tutti i palloni. Servito pochissimo, riesce a capitalizzare l'unica vera palla gol da sfruttare, creandone una da solo. APPROFITTATORE
Special Guests:
PIOLI 5: non era la bestia nera del Napoli, ma di Mazzarri. Solo quello sciagurato pareggio di Bologna, poi fino ad ora contro Rafa le ha sempre prese. Prova col 4-2-4 già a metà partita, ma gli va male. BESTIA BIANCA
mercoledì 7 gennaio 2015
Cesena-Napoli 1-4: le pagelle befanesche
Non è stato un bellissimo Napoli, ma ha mostrato per lo meno una mentalità da provinciale, il che è sicuramente un bene in partite come quelle contro il Cesena, che guarda caso, ha disputato la partita della vita, con i cesenati che correvano assatanati su ogni pallone fino al 3-0. In ogni caso, la befana ha regalato alla squadra di Di Carlo una bella super calza con quattro maxiblocchi di carbone dentro, regalati dalla ditta Higuain e soci. Bando alle ciance, ecco le pagelle:
RAFAEL 7: ultimamente ha dichiarato di far tesoro delle critiche ricevute. In queste vacanze, tra un pandoro e qualche struffolo, ha quindi deciso di acquistare in audiocassetta il famoso "Corso per imparare ad uscire dai pali", audio da ascoltare la notte mentre si dorme. I risultati si sono visti. L'UOMO CHE USCIVA LE PORTE
MAY, YOU DIE 7: gli Emmy Awards non sono poi così lontani, e la concorrenza si fa agguerrita. Ecco perché, al premio che elegge le migliori Serie Tv, Maggio ci vuole arrivare carico e da favorito per il suo May, You Die, in netta ripresa dopo le prime, absimali puntate. FAVORITO AGLI EMMY
ALBIOL-HENRIQUE 6: a volte cadono tra le braccia del loro dio preferito (Morfeo, ovviamente), ma gli stop sbagliati di Hugo Almeyda e Rodriguez gli permettono di dormire, almeno stavolta, sonni tranquilli. GOOD NIGHT
BRITOS 5: voto non negativo perché almeno non ha fatto vaccate. Molti dicono che il ruolo da terzino lo penalizza. No, è proprio il gioco del calcio che lo penalizza. Le basi gli mancano proprio, tra passaggi sbagliati e stop sbilenchi. PENALE
GARGANO 7,5: ancora elogi per lui. Ha trasformato i fischi d'inizi stagione in applausi e consensi di tutti. Nonostante non azzecchi un passaggio neanche con il passaggio assistito di Fifa 98. Il che dice molto. SCRIPTATO
DAVID LOPEZ 6,5: spesso si dimentica della palla ed appare leggermente distratto. Forse la presenza di Mara Venier sugli spalti lo ha un pochino distratto in certi frangenti. MILF LOVER
DE GUZMAN 6: dimostra ancora una volta di non trovarsi a proprio agio sulla fascia. Ma siamo felici comunque. DON'T WORRY, BE HAPPY
HAMSIK 6,5: un po' più costante rispetto al solito. Ringrazia (s)Capelli per la gentile concessione sul solito gol mangiato. GIU' I CAPELLI
CALLEJON 6,5: finisce il digiuno da gol proprio nel giorno in cui ci abbuffiamo tutti di cioccolata, dimenticandoci anche dell'esistenza di qualcosa chiamata "digiuno". Sembra in ripresa. WILLY WONKA
HIGUAIN 7,5: il pubblico canta "Vesuvio, lavali col fuoco", lui li lava con le pallonate. SUPPORTER-WASH
RADOSEVIC 6,5: voto d'incoraggiamento. Sto ragazzo è bravo, ma nonostante un centrocampo di falegnami e carpentieri lui non gioca mai. Forse perché lo è anch'egli? STAREMO A VEDERE
RAFAEL 7: ultimamente ha dichiarato di far tesoro delle critiche ricevute. In queste vacanze, tra un pandoro e qualche struffolo, ha quindi deciso di acquistare in audiocassetta il famoso "Corso per imparare ad uscire dai pali", audio da ascoltare la notte mentre si dorme. I risultati si sono visti. L'UOMO CHE USCIVA LE PORTE
MAY, YOU DIE 7: gli Emmy Awards non sono poi così lontani, e la concorrenza si fa agguerrita. Ecco perché, al premio che elegge le migliori Serie Tv, Maggio ci vuole arrivare carico e da favorito per il suo May, You Die, in netta ripresa dopo le prime, absimali puntate. FAVORITO AGLI EMMY
ALBIOL-HENRIQUE 6: a volte cadono tra le braccia del loro dio preferito (Morfeo, ovviamente), ma gli stop sbagliati di Hugo Almeyda e Rodriguez gli permettono di dormire, almeno stavolta, sonni tranquilli. GOOD NIGHT
BRITOS 5: voto non negativo perché almeno non ha fatto vaccate. Molti dicono che il ruolo da terzino lo penalizza. No, è proprio il gioco del calcio che lo penalizza. Le basi gli mancano proprio, tra passaggi sbagliati e stop sbilenchi. PENALE
GARGANO 7,5: ancora elogi per lui. Ha trasformato i fischi d'inizi stagione in applausi e consensi di tutti. Nonostante non azzecchi un passaggio neanche con il passaggio assistito di Fifa 98. Il che dice molto. SCRIPTATO
DAVID LOPEZ 6,5: spesso si dimentica della palla ed appare leggermente distratto. Forse la presenza di Mara Venier sugli spalti lo ha un pochino distratto in certi frangenti. MILF LOVER
DE GUZMAN 6: dimostra ancora una volta di non trovarsi a proprio agio sulla fascia. Ma siamo felici comunque. DON'T WORRY, BE HAPPY
HAMSIK 6,5: un po' più costante rispetto al solito. Ringrazia (s)Capelli per la gentile concessione sul solito gol mangiato. GIU' I CAPELLI
CALLEJON 6,5: finisce il digiuno da gol proprio nel giorno in cui ci abbuffiamo tutti di cioccolata, dimenticandoci anche dell'esistenza di qualcosa chiamata "digiuno". Sembra in ripresa. WILLY WONKA
HIGUAIN 7,5: il pubblico canta "Vesuvio, lavali col fuoco", lui li lava con le pallonate. SUPPORTER-WASH
RADOSEVIC 6,5: voto d'incoraggiamento. Sto ragazzo è bravo, ma nonostante un centrocampo di falegnami e carpentieri lui non gioca mai. Forse perché lo è anch'egli? STAREMO A VEDERE
sabato 6 dicembre 2014
La squadra delle Bestie Nere del Napoli - 2014/2015 edition
È la squadra che qualsiasi tifoso del Napoli eviterebbe peggio della peste bubbonica.
È la squadra che i partenopei non batterebbero neanche con Yashin, Maradona, Pelé e Careca.
È la squadra che contro qualsiasi altra compagine buscherebbe solo figure barbine.
È la squadra delle BESTIE NERE DEL NAPOLI, creata per l'occasione con il FUT di Fifa World! Qui abbiamo un mix su quelle che lo sono state e quelle che, di recente, lo sono diventate a pieno merito. Ovviamente ogni scelta è motivata.
Bardi: c'è bisogno di dire altro? Napoli-Chievo 0-1: 33 tiri totali di cui 9 dentro lo specchio, tutti salvati miracolosamente da un portiere che, nel corso della stagione, ha regalato reti a iosa. E come se non bastasse ha anche parato un rigore ad Higuain. Merita la palma di bestia nera a tutti gli effetti.
Dramé: ci è rientrato da poco sia perché ha giocato e gioca in squadre storicamente ostiche per il Napoli (Chievo e Atalanta, brrr... le nostre Bayern e Barcellona per dire) sia perché ha indovinato un gol assurdo proprio contro di noi. A differenza di quanti pensano in molti, quello non è stato però il suo primo gol in Serie A: la sua prima marcatura l'ha realizzata contro la Juventus.
Chiellini: beh sicuramente è il giocatore più forte, insieme a Pogba, della squadra, ma nonostante sia famoso per le sue doti realizzative col Napoli sembra prenderci gusto... inoltre verrà ricordato anche per i suoi litigi con Cavani e per la sua proverbiale antipatia. I tifosi del Napoli lo vorrebbero sempre alla larga.
Danilo: una possibile new-entry. In serie A ha segnato solo 5 gol... indovinate uno contro chi l'ha segnato?
Sardo: un vero e proprio "carneade". In alcune partite sembra il peggior Saber, in altre farebbe impallidire anche Cafu. E contro le grandi si esalta: da ricordare i suoi euro gol contro il Napoli, soprattutto quello dello scorso anno. Ed è anche di Pozzuoli, per giunta. Cornuti e mazziati.
Parolo: primo gol in Serie A ed ennesimo gol al Napoli l'anno scorso. Il mediano ora alla Lazio non è nuovo a certe realizzazioni, ma anche lui, contro gli azzurri, sembra sempre cogliere l'occasione.
Carmona: bestia nera storica. La sua conclusione dalla distanza non è sempre impeccabile, eppure contro gli azzurri sembra peggio di Falcao (quello del Brasile, s'intende)! Gol tutti decisivi ovviamente.
Pogba: vabè, direte voi... il polpo Paul è un campione... ma vi ricordate i suoi gol contro il Napoli? Conclusioni dal coefficiente di difficoltà talmente alto che se le provi altre 1000 volte mandi la palla su Giove... contro di noi invece diventano imprendibili. Ah, primo gol in Serie A. :)
Kone: è tristemente noto ai tifosi del Napoli per un clamoroso "uno-due" in due partite di fila contro il Bologna, entrambe perse anche grazie agli eurogol del centrocampista greco. Da ricordare soprattutto il primo, votato addirittura tra i migliori gol europei di quella stagione. C'è da dire altro?
Denis: non importa se gioca con l'Udinese o con l'Atalanta... quando c'è la sua ex squadra contro, German è sempre presente... o quasi. Anche nel suo attuale periodo di forma disastroso è stato capace di andare a segno contro di noi. E' ormai l'incubo dei tifosi partenopei.
Bianchi: eccone un'altra di bestia nera, stavolta storica. Dovevamo comprarlo per circa 12 milioni di euro, ma tutto saltò a causa dei famosi "diritti d'immagine". Col senno di poi forse è stato un bene non acquistarlo, ma sta di fatto che contro di noi, meno gioca, meglio è... e pensare che l'anno scorso ha siglato 3 gol in totale... indovinate 2 contro chi li ha fatti? -.-
All. Donadoni: avrei voluto mettere Pioli ma visti i sei punti regalati al Parma l'anno scorso ho deciso di cambiare e mettere lui. E poi Pioli nel FUT costa troppo... 5.000 :O
domenica 9 novembre 2014
Fiorentina-Napoli 0-1: le pagelle ad alta tensione
Oggi mi sento ispirato, quindi tornano le pa"gg"elle:
RAFAEL 7: Temporali e saette per la nuova parata decisiva del portiere brasiliano. Nei prossimi giorni allerta meteo in tutta Italia. CALAMITA'
MAGGIO 6,5: Non ci si crede. La serie TV May, You Die sta avendo un picco di qualità mai visto. La puntata di oggi è stata sicuramente più emozionante dell'ultima dell'ottava stagione di Doctor Who. MASTER
ALBIOL 6,5: la serata di Bilbao sta cominciando a diventare solo un brutto incubo lontano. Ancora qualche incertezza, ma sta ritrovando sicurezza e personalità. SWEET DREAMS
KOULIBALY 9: se avesse segnato avrebbe preso 10. Non ci sono più aggettivi per descriverlo: al 90° scende dalla traversa come il santo della partita di Fantozzi e fa disperare il povero Pasqual. PADRE KOULY
GHOULAM 7: il kebabbaro napoletano per eccellenza arrotola nella piadina prima Ilicic, poi Cuadrado, seppur quest'ultimo con difficoltà. CARNE PER TUTTI
JORGINHO 6+: alterna giocate sontuose a dormite sonnolenti. È come se avesse un interruttore che si accendesse e spegnesse ogni cinque secondi. RELE'
DAVID LOPEZ 7-: da pacco a incognita, da incognita a buon giocatore, da buon giocatore a perno del centrocampo. In alcune fasi si disimpegna in maniera davvero elegante. DA ZERO A EROE
MERTENS 5,5: può dare molto di più. Sbaglia parecchi contropiedi, nonostante provi a pungere su quella fascia come un moto perpetuo. ZANZARA "SPUNGIGLIONATA"
HAMSIK 5,5: è tornato il giocatore apatico che tutti hanno odiato. Troppo timido in molte situazioni, sbaglia una vagonata di palloni. Si fuma un gol dopo un'azione strepitosa. VAGONE LETTO
CALLEJON 6,5: nonostante mostri timore nei contrasti, in vista nazionale, corre dall'inizio alla fine, soprattutto in difesa. INESAURIBILE
HIGUAIN 7: tanta roba. Azioni personali da applausi, tanta fiducia riconquistata e un gol che rappresenta quella che Benitez ha invocato con tanto tempo: la cazzimma. CRUDELIO DE GONZALO
RAFAEL 7: Temporali e saette per la nuova parata decisiva del portiere brasiliano. Nei prossimi giorni allerta meteo in tutta Italia. CALAMITA'
MAGGIO 6,5: Non ci si crede. La serie TV May, You Die sta avendo un picco di qualità mai visto. La puntata di oggi è stata sicuramente più emozionante dell'ultima dell'ottava stagione di Doctor Who. MASTER
ALBIOL 6,5: la serata di Bilbao sta cominciando a diventare solo un brutto incubo lontano. Ancora qualche incertezza, ma sta ritrovando sicurezza e personalità. SWEET DREAMS
KOULIBALY 9: se avesse segnato avrebbe preso 10. Non ci sono più aggettivi per descriverlo: al 90° scende dalla traversa come il santo della partita di Fantozzi e fa disperare il povero Pasqual. PADRE KOULY
GHOULAM 7: il kebabbaro napoletano per eccellenza arrotola nella piadina prima Ilicic, poi Cuadrado, seppur quest'ultimo con difficoltà. CARNE PER TUTTI
JORGINHO 6+: alterna giocate sontuose a dormite sonnolenti. È come se avesse un interruttore che si accendesse e spegnesse ogni cinque secondi. RELE'
DAVID LOPEZ 7-: da pacco a incognita, da incognita a buon giocatore, da buon giocatore a perno del centrocampo. In alcune fasi si disimpegna in maniera davvero elegante. DA ZERO A EROE
MERTENS 5,5: può dare molto di più. Sbaglia parecchi contropiedi, nonostante provi a pungere su quella fascia come un moto perpetuo. ZANZARA "SPUNGIGLIONATA"
HAMSIK 5,5: è tornato il giocatore apatico che tutti hanno odiato. Troppo timido in molte situazioni, sbaglia una vagonata di palloni. Si fuma un gol dopo un'azione strepitosa. VAGONE LETTO
CALLEJON 6,5: nonostante mostri timore nei contrasti, in vista nazionale, corre dall'inizio alla fine, soprattutto in difesa. INESAURIBILE
HIGUAIN 7: tanta roba. Azioni personali da applausi, tanta fiducia riconquistata e un gol che rappresenta quella che Benitez ha invocato con tanto tempo: la cazzimma. CRUDELIO DE GONZALO
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